Caro Conte Nebbia,
il tuo post è incredibile, nel senso che non è credibile. A parte la ruffianeria e la parzialità dell'intervento su Sentieri selvaggi (“sconvolto dalla stroncatura di Emiliani al film di Sorrentino ho pubblicato sul mio blog, che, per inciso, fa più di 300/350 visitatori al giorno...”: chi sei, Beppe Grillo?!), non si capisce perché ogni volta che qualcuno va contro il vostro parere, l'unica risposta possibile è l'attacco personale (“e soprattutto, riusciamo a trovare un altro hobby per il buon Emiliani?”, “Che ne dici dell'uncinetto?”: tutte amenità che ho sperimentato su me stesso e che purtroppo ho praticato anch'io, quand'ero – ahimè - nella Connection). In realtà il motivo lo si capisce benissimo, essendo l'insulto bonario (quello con l'emoticon annesso, il più pericoloso e detestabile) l'unica arma a vostra disposizione. Per curiosità: il film l'avete visto? Se sì, “come” l'avete visto? È il “come” quello che importa. Quel “come” che permette a Emiliani di scrivere quello che ha scritto e di avere dalla sua un'onestà e un'umiltà (umana e di sguardo) che non solo vi sognate, ma che non avrete (né avrò io stesso) mai. La critica non è fatta di accondiscendenza e collaborazionismo, di istituzioni da preservare (Sorrentino, Garrone... e nel passato, anche Fellini, Antonioni e tutta la Commedia all'italiana) e di Vero Cinema da difendere. Poi tu parli di “gang di Sentieri selvaggi”: allora vogliamo parlare della vostra di “gang”, composta da Pezzotta, Mazzarella, la Bellocchio, Bocchi (mi spiace includerlo, il suo Castoro su Mann lo conosco a memoria...) e che ci ritroviamo ovunque quasi fosse un pacchetto “all inclusive”? (Non che ci sia nulla di male, per carità, fatti loro/vostri: ma se di “gang” si parla...) Oppure vogliamo parlare della Connection stessa? Una community per cui o sei dentro (Viva Gondry! Viva Wes Anderson! Viva Garrone! Viva i Coen!) o sei un asociale. Mettiamoci d'accordo: i cineblog servono per parlare di cinema o per socializzare? Perché fra i commenti si legge sempre di tutto ma mai un parere che sia tale riguardo al film oggetto del post? “Evviva, siamo d'accordo!”, “Peccato, a me era piaciuto...”: sembra quasi che se il film non piace al blogger, non debba piacere nemmeno a noi.
E non si prenda questo post come una difesa a spada tratta di Sentieri selvaggi o di Simone Emiliani: Sentieri selvaggi è in pieno declino (alcuni nuovi recensori, come Calzoni e Spiniello, li vedrei bene nella Connection) e con Emiliani mi trovo spesso in disaccordo (vedi The new world, Apocalypto o Insomnia), eppure l'unica rivista che ancora PRODUCE CINEMA in Italia è proprio Sentieri selvaggi (e non FilmTv, nonostante l'arrivo del grande Giona Antonio Nazzaro, né SegnoCinema, che è buono per i parrucchieri). Se non ci fosse la "gang" di Sentieri selvaggi, saremmo già tutti sommersi dalle lagne borghesi e veltroniane di Giordana, Luchetti, Virzì e Ozpetek.
Poi, quando parli di Buñuel e Rossellini... ma per piacere! Anche Welles odiava Rossellini, lo considerava un principiante. Ma dovresti sapere che gran parte dei cineasti, di cinema, non capisce nulla! Agiscono a livello inconscio, latente: sono pochi, ora come ora, quelli che mettono in pratica i loro studi teorici (me ne viene in mente uno: Paul Thomas Anderson, ad esempio). Quindi è inutile portare acqua al proprio mulino mettendo in mezzo il povero Buñuel (anche perché se fossi stato più onesto, avresti citato critici - e poi registi! - ben più autorevoli come Truffaut o Godard...).
Grazie per l'attenzione, Fabrizio Attisani